01Servizi02Competenze03Settori & progetti04Blog05Chi siamo06Lavora con noi07ContattiEnglish version
Blog, 10 marzo 2026

Differenza tra SIL e PLe: come orientarsi nella sicurezza funzionale delle macchine

SIL e PLe misurano entrambi l'affidabilità di una funzione di sicurezza, ma nascono da norme diverse (IEC 62061 e EN ISO 13849) e non sono sempre direttamente sovrapponibili.

Chi si occupa di sicurezza macchine si scontra presto con due sigle che sembrano misurare la stessa cosa ma nascono da norme diverse: SIL (Safety Integrity Level, IEC 61508 / IEC 62061) e PLe (Performance Level, EN ISO 13849-1). Capire la differenza evita scelte progettuali sbagliate, soprattutto quando un componente è certificato secondo uno standard e il resto del circuito è stato validato secondo l’altro.

Due norme, due approcci

La EN ISO 13849-1 nasce per la sicurezza di macchinari e usa il Performance Level (da PLa a PLe), un indicatore che combina l’affidabilità dei componenti (MTTFd), la struttura del circuito (categoria) e la copertura diagnostica (DC). È l’approccio più diffuso per circuiti di sicurezza relativamente semplici: barriere, ripari interbloccati, arresti di emergenza.

La IEC 62061 (declinazione della IEC 61508 per il settore macchine) usa il SIL (da SIL1 a SIL3) ed è pensata per architetture di sicurezza più complesse, tipicamente basate su PLC di sicurezza e reti di campo safety.

Quando si usa l’una o l’altra

Nella pratica, molti progettisti scelgono la EN ISO 13849-1 per la maggior parte delle applicazioni macchina, e passano alla IEC 62061 quando l’architettura di sicurezza è distribuita su bus di campo (es. TwinSAFE, PROFIsafe) con più stazioni di sicurezza interconnesse.

Il punto da non sottovalutare

SIL e PLe non sono una tabella di conversione automatica: un componente con SIL2 non equivale meccanicamente a un PLd. La normativa fornisce tabelle di corrispondenza indicativa (es. IEC 62061 Annex A), ma il calcolo va sempre rifatto sull’architettura reale del circuito, non solo sul singolo componente.

Se stai valutando un adeguamento normativo su un impianto esistente o la progettazione di un nuovo circuito di sicurezza, il punto di partenza corretto resta sempre l’analisi del rischio secondo EN ISO 12100: è da lì che si ricava il livello di prestazione richiesto, non dal catalogo del componente che si vorrebbe usare.

Domande su questo argomento?